Simenon, La morte di Auguste

L’eredità di un bistrot parigino, una fortuna che non può mancare

Quando Auguste Mature, titolare di un bistrot parigino, muore colpito da un ictus, si apre la caccia all’eredità. Ma non ci sono documenti che aiutino i tre fratelli a dividere i beni. Neppure Antoine che ha condotto il ristorante con il padre, e vive con la moglie nell’appartamento attiguo, ha idea di cosa fare o dove cercare. Tant’ è vero che  finisce per attirare sospetti e malumori.  Nel portafogli di Auguste ci sono poche cose ma eloquenti: una piccola chiave piatta, tre fotografie mal ridotte dei figli quando erano piccoli,  una della moglie diciottenne e i documenti di identità.

Georges Simenon sa allestire drammi e atmosfere con pochi tratti intorno ai suoi personaggi. In questo romanzo del 1966, La morte di Auguste, lo mostra magistralmente ancora una volta. La storia proseguirà senza grandi cambiamenti. Da un momento all’altro potremmo attenderci lo scontro tra i tre fratelli, uno dei quali è un balordo senza mestiere e un altro un compassato giudice, entrambi accompagnati da consorti sodali in attesa di una fortuna che non può mancare. Auguste sembrava vivere per il lavoro e Antoine ha condiviso la stessa modesta quotidianità fatta di routine  ai tavoli del ristorante. Antoine non ha neppure l’accortezza di nascondere il successo del locale, che dovrebbe continuare a condurre, e che già gli ha fruttato un gruzzolo significativo. Basteranno invece i sospetti, basterà una speranza appesa ad un filo, per muovere i fili della storia.

La cassetta di sicurezza

Il bistrot è a due passi dai mercati parigini delle Halles. La notizia della morte di Auguste si diffonde in un batter d’occhio e Antoine che, con la consueta serietà e parsimonia mantiene il locale aperto, avverte la solidarietà dei commercianti dove ogni giorno acquistava polli, verdure e aromi per le specialità alverniati. Un affetto che stride davanti all’astio e  all’avidità dei fratelli. Dov’è il testamento? Dove sono i risparmi? E quanto varranno i tre piccoli dipinti di Maurice Utrillo appesi alle pareti del locale? La caccia continua. La chiave appena scoperta nel portafogli è quella di  cassetta di sicurezza, quale tesoro può nascondere? Almeno questo si può scoprire dopo aver individuato l’istituto bancario, dopo aver cercato il tramite di un investimento fatto molti anni prima. Appena il giorno dopo ci sarà il funerale nella chiesa di Saint-Eustache, presente tutto il rione. «Antoine si sentiva il sangue alla testa e le orecchie in fiamme. Domani, come se non fosse successo niente, avrebbe ritrovato al loro posto, alle Halles, quegli uomini e quelle donne che affollavano la chiesa. Verso le sette, dopo aver fatto quattro chiacchiere con Léon dietro la griglia dipinta di rosso della macelleria, avrebbe chiesto a Jules il suo caffè del mattino.»

o.e.

Georges Simenon, La morte di Auguste, pp. 155, Adelphi, 2025; euro 18,00

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