Simenon e la falsa quiete della provincia

La fattoria del Coup de Vague

E’ quieto e sobrio il mondo di molti romanzi di Georges Simenon. Gli si addicono i grandi spazi della provincia francese, le distese di campi e foreste, le spiagge vaste e deserte. E’ su una di queste spiagge, non distante dal porto di La Rochelle affacciato sull’Atlantico, che vivono i miticoltori del romanzo La fattoria del Coup de Vague. Qui il ritmo delle onde, la loro risacca, il flusso delle maree consegnano ogni giorno i coltivatori di mitili allo stesso lento ritmo, un battere ed un levare. Jean, il protagonista, è un giovane di bell’aspetto, corteggiato, appena un poco più imbronciato di quanto ci si potrebbe auspicare e sicuramente ingenuo. Vive con due zie, Hortense ed Émilie, due donne  parche di modi e di parole, brave amministratrici dell’azienda familiare, unici affetti di sempre poiché i genitori sono morti, né Jean ne ha qualche vago ricordo.

Il punto di vista

Come sempre Simenon racconta dal punto di vista del suo protagonista e dunque, in questo caso, narra una storia a cui si aggiungono poco per volta episodi e relazioni che interrogano più di quanto possano affermare con certezza. La coscienza di Jean è insomma il principale specchio nel quale si disegna la trama di cui è già nozione sufficiente l’incipit del romanzo: «Non aveva il minimo presentimento. Se al risveglio, mentre guardava dalla finestra il cielo ancora imbrattato dei residui della notte, gli avessero detto che quel giorno lo attendeva un evento decisivo, probabilmente, ingenuo com’era, ci avrebbe creduto.»

Il punto è che Marthe, una ragazza con cui ha fatto l’amore in boschetto delle vicinanze, è incita. La giovane glielo sussurra tornando dalla spiaggia; Jean non sa che dirle ma il giorno dopo si confida con una delle zie, «credo che dovrò sposarmi». E’ ciò che si fa in questi casi, è ciò che Jean è pronto a fare assumendosi ogni responsabilità anche se non ha neppure avuto il tempo di affezionarsi alla ragazza. Gli basta vederla col volto pallido, gli occhi cerchiati. Ma ciò che accadrà non avrà nulla a che fare con le buone intenzioni.

Un misterioso matrimonio

Da un giorno all’altro Jean si trova spettatore della sua vita, ammesso che non sia stato così tutti i giorni che hanno preceduto questo crocevia. Ha la sua motocicletta fiammante, ha il gioco del biliardo, ha il trantran del lavoro di cui  zia Hortense è dominus incontrastato, solido come una roccia. La curiosità porta tuttavia il protagonista a seguire zia Hortense il giorno cui la zia accompagna Marthe dall’ostetrica prima e dal dottore poi. Jean le guarda come un detective nella propria vita, non visto e tanto meno informato della decisione. L’aborto, una malformazione della fidanzata, quanto si prepara per lui nella vita di ogni giorno sono avvenimenti per i quali non è mai stato interpellato neppure da Marthe. Il matrimonio conseguente? Jean non si sofferma neppure su questo, solo più tardi si parlerà di un ricatto del padre di Marthe, Justin Sarlat, rivolto alle zie, definite «le megere» dall’ex sindaco della piccola comunità.

Protagonista senza voce

Simenon scrisse il romanzo nel 1938 in Dordogna

Simenon costruisce la narrazione e la suspense  sulle attese del protagonista. Sulle sue incertezze. Ma davvero si tratta soltanto di incertezze? Il matrimonio non “ripara” lo strappo che lo divide dalla vita di ogni giorno in cui Jean sembra vagare senza meta, ospite della sua stessa casa e protagonista senza voce della sua sorte. Ogni giorno si affaccia una domanda e ogni giorno non sa  interrogare le zie. Marthe ha bisogno ogni giorno di “cure” alle quali corrispondono Horthense ed  Émilie. Quando si prospetta la necessità di un delicato intervento chirurgico le zie annunciano al giovane sposo anche l’opportunità di un viaggio ad Algeri per imprescindibili ragioni economiche.  E intanto ha la vita di Jean si arricchisce di indizi sulla sua famiglia, sul ricatto di Sarlat, sull’arrendevolezza e i sogni di Marthe.

La conclusione ristabilisce l’ordine delle cose. Un colpo d’onda fin sulla soglia della fattoria che lentamente, puntualmente, si ritira.

Marco Conti

Georges Simenon, “La fattoria del Coup de Vague”, trad.S. Mambrini, Pp. 142, Adelphi, 2021, Euro 18,00

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