Anteprima/ Una scrittrice sul sentiero del sale

Centinaia di miglia sulla costa occidentale sud dell’Inghilterra. Una costa ventosa, ruvida di arbusti, di rododendri giganteschi, di precipizi improvvisi a pochi metri dal sentiero. E’ in questo scenario fitto di solitudini e sorprese che i protagonisti del romanzo di Raynor Winn, marito e moglie cinquantenni, si inoltrano dopo aver perso la loro fattoria. Il sentiero del sale è un viaggio nel cuore della natura ma anche la scoperta di una nuova identità. Partono con una tenda per il campeggio e pochi soldi, 48 sterline a settimana da centellinare come un whisky raro.  Zaino in spalla giorno dopo giorno risalgono la costa, dormono al riparo dei cespugli, qualche volta nel vuoto metafisico di nebbie improvvise, del boato del mare, qualche volta ignorando che a pochi metri si scivola in un precipizio.

Viaggiatori nella natura

Ma è in questa cornice che si avverte prepotente la fisicità della natura. O forse è un nuovo sguardo che si fa avanti giorno per giorno nella voce autobiografica della narrazione: Raynor si rende conto che l’urbanità di cui fino a ieri è stata parte integrante ha attributi inattesi. Come quando, in poche pagine, racconta di aver perso qualche sterlina davanti a un negozio di alimentari per un banale incidente. La moneta finisce nella griglia di un chiusino. E Raynor si china sul marciapiede, infila una mano nella griglia, cerca la sterlina. «Che ti piglia, sei ubriaca?» le chiede una donna uscendo dal negozio. «Per un attimo restai basita dalla sua supposizione.» Eppure essere scambiati per barboni è ciò che i due viaggiatori debbono considerare accanto al loro coraggio, ai trasalimenti lirici nella natura, all’avventura nata per non aver nulla da perdere.

g.s.

Raynor Winn, Il sentiero del sale, pp. 320, Feltrinelli, 19,00. In vendita dal 7 aprile

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