Il corvo, la volpe e la battaglia della notte

Il Grande Corvo. Nunavut, Clyde River (Canada). Scultura in osso di balena. Musée des Confluences, Lyon, 2019. F.to G. Savino

La storia

Molto tempo fa un diluvio aveva messo fine all’umanità. Le terre erano buie, il mondo era precipitato nell’oscurità. Un corvo che volteggiava inutilmente nel cielo senza poter trovare né cibo né pace, scorse allora la volpe e cominciò la battaglia. Lui aveva bisogno di poter vedere; la volpe aveva bisogno della notte per la sua caccia. I suoi occhi bucavano la tenebra e in tutto quell’intrico di pece, ecco che spuntava un topo, un uccello, persino un pollo. Un bel giorno iniziò la guerra ma poi anche la guerra finì per stancare sia la volpe che il corvo. Allora si misero d’accordo. Fecero pace e divisero il buio e la luce. Fu così che nacque il giorno.

La leggenda di Nunavut

Nell’arcipelago artico canadese, Nunavut è uno dei lembi di terra più solitari che si possano immaginare. Oggi ci vive poco più di un migliaio di persone. Eppure l’archeologia ha individuato testimonianze di cultura che hanno perlomeno 4.000 anni. Secondo le ricerche fatte si può inoltre dedurre che l’arcipelago e l’isola di Baffin fossero in contatto con le antiche popolazioni norvegesi, le quali, nelle loro saghe, avrebbero chiamato Helluland il territorio costiero dei Nunavut. Gli inuit vi vissero tra il 500 a.C. e il 1500 confondendo poi la loro tradizione con la cosiddetta “cultura di Thule”.

La leggenda del corvo e della volpe dà conto di un mito universamente diffuso in modi straordinariamente diversi, dove la luce del giorno è intesa come una conquista rispetto al caos e al buio originari. Nel breve saggio In principio era la notte, ripreso in questo sito, si possono leggere diverse versioni mitiche del paradigma: da quelle sudamericane e africane a quelle europee.