Louise Penny, Ritorno a Three Pines

È Venerdì Santo, a Three Pines, e gli abitanti del villaggio sono intenti a nascondere le uova per la tradizionale caccia della mattina di Pasqua. Si apre con questa scena il terzo romanzo di Louise Penny, Il più crudele dei mesi, appena giunto in libreria con Einaudi. Dal 2018 l’editore torinese ha infatti in corso di pubblicazione l’intera serie dell’ispettore Gamache. A tutt’oggi il personaggio è protagonista di 18  romanzi (di cui 9 tradotti in Italia), con il diciannovesimo in uscita, in Canada, il 29 ottobre prossimo. Louise Penny, che ha esordito nel 2005, all’età di circa quarant’anni, è ora una delle autrici di polizieschi più conosciuta al mondo e tra quelle che hanno raccolto il maggior numero di premi, tanto da essere stata nominata Ufficiale dell’Ordre National du Québec nel 2017.

Tre pini

 Three Pines è «il più grazioso e gentile dei villaggi» e prende il nome dai tre pini che svettano «da tempo immemorabile al margine opposto del parco, come saggi viandanti che avessero infine trovato ciò che cercavano». Un villaggio, narra la storia locale, costruito dai lealisti dell’impero britannico che, per segnalare ai compagni di aver raggiunto un posto sicuro, idearono un segnale: «tre pini in una radura significavano che la fuga era terminata». E proprio questa piccola città ignorata dalle carte geografiche, è il perno dei romanzi della serie dell’ispettore Armand Gamache, il quale ad un certo punto – in uno dei libri non ancora tradotti – decide di trasferircisi con l’amata moglie perché «ogni volta si era sentito a casa in quella piccola comunità». Le abitazioni sorgono ad anello intorno al parco dei tre pini ad eccezione di una villa che si trova sull’altura e sovrasta l’intero villaggio; proprio qui, nella vecchia casa degli Hadley avviene l’omicidio di questa storia. L’edificio era stato teatro di crimini e di dolore già nei due romanzi precedenti e resterà un luogo poco amato da Armand anche in futuro.

Una seduta spiritica

A Three Pines, mentre gli abitanti si preparano a festeggiare la Pasqua, giunge una sensitiva che guida una seduta spiritica la sera del Venerdì Santo. La riunione viene interrotta dalla stramba poetessa locale ma la medium afferma che, comunque, non sarebbero arrivati a nulla perché il bistrot dove è ospite è un luogo felice. Un affermazione perentoria, tanto che i residenti propongono di riorganizzare la serata a casa Hadley per liberare l’edificio dal male che ha accumulato negli anni. Così la sera di Pasqua si siedono in cerchio in una delle sue buie stanze. Ma dopo un grido terrificante uno dei partecipanti cade a terra senza vita; sembra morto di paura, o almeno così si crede fino a quando l’ispettore capo della Sûreté du Québec arriva a Three Pines per svolgere le indagini del caso mentre una campagna diffamatoria si accanisce contro di lui.

Il protagonista

L’ ispettore capo della Sûreté du Québec  Armand Gamache è francofono ma parla un inglese perfetto con un leggero accento britannico, tanto che per i modi e l’eleganza spesso viene scambiato per un professore universitario di Storia dell’università di Cambridge in cui ha studiato. Il personaggio, definito dal Times «uno dei detective più memorabili in circolazione», ha circa cinquantacinque anni, profuma sempre di legno di sandalo e ha un modo di procedere nelle indagini del tutto personale: come i suoi colleghi raccoglie prove e prende appunti ma, in aggiunta, colleziona emozioni perché è convinto che un omicidio sia un fatto profondamente umano. Ai suoi uomini impartisce poche indicazioni per nulla scontate: tutti debbono imparare a non estrarre la pistola, a meno che non siano certi di usarla, ma soprattutto ci sono quattro considerazioni da usare al momento opportuno: Non lo so; Chiedo scusa; Ho bisogno d’aiuto; Mi sono sbagliato. A ciò si aggiunge un ultimo insegnamento, ovvero il versetto biblico Matteo 10,36 «E i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa».  

La squadra

«Era la missione personale di Gamache: aiutare ogni creatura mutila, malriuscita o manchevole che incrociasse il suo cammino». Così l’ispettore forma la sua squadra, il reparto più prestigioso della Sûreté: tanto basta perché venga accusato dai suoi detrattori di aver creato un esercito di tirapiedi con gli elementi peggiori cacciati da altri contingenti. A ben vedere, tuttavia, le cose non stanno affatto così. Gli uomini e le donne di Gamache sono affidabili e dimostrano totale fiducia nel proprio capo; tra questi spicca Jean-Guy Beauvoir, personaggio dapprima destinato ai margini, vale a dire alla “gabbia” in cui vengono custodite le prove, che Armand promuove a ispettore, poi a suo vice e che, infine, diventerà suo genero. L’altro vice di Gamache è l’ispettrice Isabelle Lacoste che, dopo essere stata a lungo ridicolizzata dai colleghi e arrivata al punto di scrivere la lettera di dimissioni, trova la salvezza nella squadra dell’ispettore capo.

Aprile, il mese più crudele

In questo caso sono l’omicidio e il tradimento a fare di aprile “il mese più crudele”, un verso di T.S. Eliot sul quale Armand Gamache in questa storia si trova a riflettere per concludere che il poeta lo aveva chiamato così «non perché uccideva i fiori e le gemme sugli alberi, ma perché a volte non lo faceva. Quant’è difficile per quelli che non sbocciavano quando tutto, intorno a loro, era vita nuova e speranza».

Giancarla Savino

Louise Penny, Il più crudele dei mesi, pp. 536, Einaudi 2024; euro 17,00

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