Boris Vian, Cantilene in gelatina

Distruggono il mondo
A pezzettini
Distruggono il mondo
A colpi di martello
Ma non importa
Non m’importa davvero
Ne resta abbastanza
Basta che ami
Una piuma azzurra
Un sentiero di sabbia
Un uccello impaurito
Basta che ami
Un esile filo d’erba
Una goccia di rugiada
Un grillo del bosco
Possono frantumare il mondo
A pezzettini
Ne resta abbastanza per me
Ne resta abbastanza
Avrò sempre un po’ d’aria
Un filo di vita
Nell’occhio un po’ di luce
E il vento tra le ortiche
E ancora, e ancora
Se mi ficcano in prigione
Ne resta abbastanza per me
Ne resta abbastanza
Basta che ami
Questa pietra corrosa.
Questi uncini di ferro
Dov’è rimasto un po’ di sangue
L’amo, l’amo
Il tavolaccio consumato del mio letto
Il pagliericcio e la rete
La polvere del sole
Amo lo spioncino che s’apre
Gli uomini che sono entrati
Che avanzano, che mi portano via
Ritrovare la strada del mondo
E ritrovare il colore
Amo questi due lunghi montanti
Questo coltello triangolare
Questi signori vestiti di nero
E’ la mia festa e ne sono fiero
Amo, amo
Questo paniere traboccante di suoni
Dove sto per posare la testa
Oh, l’amo davvero
Basta che ami
Un esile filo d’erba azzurra
Una goccia di rugiada
Un grazioso uccellino impaurito
Distruggono il mondo
Con i loro martelli pesanti
Ne resta abbastanza per me
Ne resta abbastanza, cuore mio.


Boris Vian, “Distruggono il mondo”, trad. M. Conti, da Cantilènes en gelée, ed. 10/18/1970