
Nei romanzi La forza del passato e Il colibrì i protagonisti rileggono il proprio tempo attraverso scoperte casuali: nel primo un taxista racconta con dovizia come il padre del suo ospite sia stato una spia del Kgb. Vecchi album, immagini ormai dimenticate in un cassetto diventano allora indizi di una storia misteriosa, la filigrana di una vita borghese che ne nasconde un’altra insospettata. Nelle pagine di Il colibrì (2019) il narratore scopre una raccolta di romanzi di fantascienza della collana Urania appartenuta al padre, quanto basta per dar vita ad un nuovo volto e ad un nuovo affondo nella vita della famiglia.
Caducità. Tutti i racconti, non fa eccezione perché il percorso (o il destino) dei suoi personaggi è ugualmente franto da scoperte o da documenti o testimoni che alterano la visione delle cose, da elementi che come magneti attraggono e portano altrove l’attenzione, dentro un passato che da quel momento può essere ricostruito diversamente. Persino la musica, il pop, che torna frequentemente come indizio strutturale della narrativa di Veronesi, diviene in qualche caso un termine di confronto e svelamento. Le 32 storie incluse in questa raccolta, che riunisce testi scritti tra il 1983 e il 2024, accompagnano la stessa mediazione del tempo e dell’identità. A cominciare da Profezia che apriva la sequenza della precedente raccolta Baci scagliati altrove (editato nel 2012), dove una cartella clinica viene falsificata per nascondere al padre del protagonista la verità.
Il passato, i legami, l’impegno civile
Accanto as una continua revisione del passato e all’ombra costante della precarietà, l’altro motivo fondante della narrativa di Veronesi è il contrappasso dei legami, del vincolo familiare inteso come una sorta di apotropaico contro la caducità o al disordine inappellabile delle esistenze. Caos calmo (2006) ha come proprio fulcro narrativo l’accettazione della morte della moglie del protagonista in una sospensione dell’esistenza, un limbo privo di progetti e desideri, mentre nella storia di XY (2010) la dialettica narrativa propone una serie di inspiegabili morti improvvise capace di mettere a soqquadro un paese: in ogni contesto, per quanto diverso, la parabola narrativa di Veronesi propende per l’accettazione della fattualità, senza ricorrere a risposte consolatorie razionali nella scienza, oppure mistiche nella religione. Questo percorso è puntualmente ribadito o alluso nelle brevi storie di Caducità che comprendono tuttavia anche una diversione sostanziale. Un affondo nella storia contemporanea attraveglio alcuni scritti di impegno civile come Cani d’estate, testo con cui Veronesi focalizza la gestione della crisi dei migranti nel Mar Mediterraneo nell’estate del 2018 contestando la chiusura dei porti e i “latrati” di politica e media che l’accompagnarono.
Le forme della narrazione
La raccolta di Caducità consente ad ognuno di osservare l’evoluzione dello stile, dei modi con cui Sandro Veronesi ha affrontato la pagina letteraria e i suoi temi ricorrenti. Gli sfiorati (1990) sembra risentire dell’influenza pop del decennio precedente con una scrittura frammentaria, talvolta digressiva, quando non intrusiva rispetto alla lingua dei media. Da qui si distilla (e gli esempi tra i racconti sono tanti) uno stile più stringato a partire forse dal linguaggio concomitante del romanzo La forza del passato alla fine del millennio, nel tondo 2000. Di pari passo il racconto di Veronesi affina il registro con una prosa che si fa più riflessiva, quasi ossessionata dall’analisi introspettiva. Nella narrativa breve compare così una maggiore focalizzazione sul tema, sul particolare assunto a segno eloquente, mentre le ridondanze del linguaggio (epocale e generazionale) sono del tutto rimosse. Se lo scrittore sembra più a suo agio con la macchina narrativa in sé (Il colibrì per certi aspetti è l’equivalente di un romanzo epistolare del XXI secolo ma con il web a disposizione anziché col postino e la carta da lettera) e le pagine si articolano così anche con frequenti salti nel tempo o nel cuore dei personaggi convocati, sul versante più specifico della prosa, della lingua, Veronesi punta all’essenziale. Nel bene come nel male senza cercare ulteriori seduzioni.
François Morane
Sandro Veronesi, Caducità. Tutti i racconti, pp. 400, La nave di Teseo, 2026; euro 22,00