L’ordine sostituito, ovvero la letteratura dell’inclassificabile

Ventotto testi di ventotto autori riuniti sotto la sigla editoriale déclic che, con il sostantivo francese, chiarisce uno degli aspetti più rilevanti del progetto di scritture: déclic come scatto, ma anche come lampo e intuizione. Il curatore, Carlo Sperduti,  ne è anche l’editore. Sperduti  illustrando il suo progetto a un quotidiano, ha  precisato: «Le scritture ibride sono per me quelle più interessanti e privilegerò le opere che devieranno dai solchi già tracciati». Detto e fatto. L’ordine sostituito mette le ali al linguaggio quotidiano, accosta i sentieri del gioco, destruttura la narrazione in brani allusivi, amplificando talvolta l’ordinario fino all’allegoria irrelata o, altrove,  ponendo il quotidiano al servizio dello humor.

Le voci, le declinazioni

René Magritte, Il principio del piacere

La pluralità di tensioni narrative messe in atto dalle narrazioni rende pressoché impossibile individuare un percorso comune esterno alla manipolazione del linguaggio e alla decostruzione. Forse bisognerà però precisare che una lettura che cerchi la contaminazione e l’ibrido non coglierebbe l’essenziale perché in nessun caso i generi vengono, nello spazio di poche pagine, correlati con un’alterità letteraria canonica. Può valere come filo rosso, oltre a quanto detto, l’uso di un lessico basso, un parlato che frequentemente incontra il monologo orale (Gunther Maria Carrasco, Angelo Calvisi, Cristina Pasqua, Alfonso Lentini, Antonio Francesco Perozzi, Giovanni Blandino , Eda Öznakay), con lievi scarti verso registri diversi anche tra gli altri autori. Di pari passo è frequente la tendenza a frammentare il tema della narrazione fino a renderlo evanescente: così in Il Pegaso alato di Luciano Neri, dove  Pegaso è metafora e moneta da collezionisti in un contesto balneare e surreale; così in Dieci carrozze tra Cortàzar e Mihăileanu, Francesca Perinelli  frammenta invece la narrazione di un viaggio di deportazione, fermando l’attenzione sullo spazio-tempo con un effetto straniante: «allontanarsi/ gli uomini porteranno da me il giorno sloggiato dall’oscurantismo, non se hai guai come tutti, però hai visto come proprio sopra di noi andava tutto indietro? non siamo più deportati.» In Due notizie, tre didascalie, Eda Öznakay corteggia  la satira.  Tra gli oggetti narrativi dell’autrice ci sono lampade da tavolo investite dalla prosopopea linguistica, dai cliché lessicali mediatici  e politici: «Sembrerebbe che anche sul nostro territorio, nell’ambito del progetto di riqualificazione straordinaria, gli abat-jour siano stati introdotti per ragioni psicologiche: “Nuovi standard”, si legge nell’ordinanza.»  Ugualmente interessante è l’esperienza di Antonio Francesco Perozzi che in scioglicalcare, si mette al servizio della mera oggettualità e del piacere dell’elencazione aggiungendo, via via in progressione, gli elementi del discorso: prima gli oggetti di scena, poi un retroscena dove  compare il tempo narrativo, quindi l’azione ed, entrando nel bosco fitto della narratologia, la trasformazione: «Lo scioglicalcare fa uscire le schegge della porta, i nodi, ciò che era nascosto dalla vernice. Il mobile lungo si buca e mostra il contenuto dei cassetti e degli sportelli»…L’intento è ludico e l’effetto surreale. Gianluca Garrapa con I frammenti di Rasmussen diverte invece attraverso “stringhe narrative” numerate che nascondendo il soggetto si concentrano sul verbo con un lessico ricco, denso di traslati cui non sembra estraneo l’intento caricaturale di certe ellissi poetiche azzardate: «4. aborre l’economia delle genti, affoga visioni pentecostali, cromatizza mostri interiori, brama malattie mortali. Preludio. Embolo. Salto.»

Più risolti in termini narrativi, più vicini al bozzetto d’autore, appaiono i testi di Cristina Pasqua predatori; di Marco Giovenale, Scendi, e di Leonardo Canella Un prelievo in nughetta.  Gli altri autori dell’antologia sono Sandra Branca, Luigi di Cicco, Paola Silvia Dolci, Arianna Fiore, Rosine Inspektor, Valentina Murrocu,  Emanuele Mascolino, Andrea Piccinelli, Maria Teresa Rovitto, Francesco Scapecchi, Roberta Sirignano, Antonio Syxty, Damiano Torre, Antonio Vangone, Luca Zanini.

“SpuntiSunti”

Massimo Gerardo Carrrese, SpuntiSunti

Quasi contemporaneamente Déclic ha pubblicato un testo di Massimo Gerardo Carrese, studioso di fantasiologia, autore di Il grande libro della fantasia (il Saggiatore) che qui  nelle pagine di  SpuntiSunti prende in consegna gli indizi di un immaginario proiettato nella quotidianità, tra minuzie irrilevanti e domestiche, pensieri nell’immediatezza delle azioni più elementari e degli oggetti circostanti o evocati nella memoria. Ma ciò che mette fin dal principio il lettore in una dimensione narrativa è il registro ripetitivo delle locuzioni (quasi una ecolalia della mente se si potesse dire così) messo in atto da un periodare monologante e grammaticalmente straniato quando non sconnesso. Ecco l’incipit: «Io ancora non trovo un cibo senza ingredienti. Ho trovato una scatola d’orzo dove è scritto ingredienti: orzo. Che poi è scritto al plurale ingredienti ma c’è una cosa sola dentro, cioè l’orzo. E già questa cosa mi fa pensare.» Oppure  muovendosi la voce narrativa ancora nel perimetro della casa: «Dal balcone di casa che studio con il balcone aperto oggi perché c’è il sole anche se è fine anno e che entra dentro il sole e il fine anno pure.» Capitolo dopo capitolo,  lo humor non ha requie: «Ci sono degli slip dove che c’è scritto uomo, sul bordo degli slip, che sono slip maschili, che a me pure a me mi capita di avere questi slip […]».

L’attenzione e l’immaginario creano la pagina attraverso la minuzia, la banalità, estendendole, sostanziandole in assenza di prospettiva. La scena insomma è sempre fatta di inezie come accade del resto nei micro testi di L’ordine sostituito, dove si comprende meglio come “l’ordine” a cui si allude è un nuovo, ridottissimo orizzonte. Ma resta da comprendere se questo è un punto di arrivo o di partenza o entrambi.

Marco Conti

AA. VV. L’ordine sostituito (a cura di Carlo Sperduti), pp. 145,  déclic edizioni, 2024; euro 16,00

Massimo Gerardo Carrese, SpuntiSunti, pp. 121, déclic edizioni, 2024; euro 15,00

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