La giornata della poesia

Leopardi, “A Silvia”, manoscritto, 1828

 La giornata mondiale della pace, la giornata mondiale dell’amicizia, la giornata mondiale della poesia. Stiamo certi: quando viene indetta una Giornata Mondiale di qualcosa è perché l’argomento, il tema, il suo corollario, sono già censurati nei fatti e nel fatturato e dunque ora, con simulato rammarico, si guarda in un’altra direzione.

Ci si imbatte nella lingua della poesia leggendo i graffiti sui muri, ascoltando i rap e dall’epoca di Carosello ascoltando i messaggi pubblicitari: “Chi ha naso sceglie Dreher”, “Chi Vespa mangia la mela”, “Più lo mandi giù, più ti tira su”.

Per questo è difficile immaginare atto più trasgressivo della creazione poetica. Trasgressivo perché ininfluente, incapace di farsi strumento di qualcosa, prassi, incapace persino di un pubblico.

La poesia invisibile

Caviardage

Si dirà che, se il gesto di scrivere poesia è davvero una trasgressione, non può essere superfluo, non può restare senza effetto. Eppure, nell’ immediatezza, le strade che questa creazione percorre, i boschi che attraversa, sono invisibili persino alla sortita mediatica, persino ai trenta secondi che le trasmissioni dedicate al libro affacciano il sabato sulle televisioni pagate col canone all’una di notte. Rarefatte (e spesso illeggibili) recensioni sui giornali, edizioni alla macchia che non arrivano alle librerie, edizioni di 800 copie con sigle editoriali tra le più imponenti che si materializzano per ogni grande punto di vendita metropolitano come fossero mobili chippendale e porcellane d’antan.

Nulla è bello al di fuori di ciò che non è

Jean-Jacques Rousseau, illustrazione per La Nouvelle Héloïse (1761)

Per la letteratura italiana, che ha referenze in ogni continente precisamente per la poesia, la cultura di questo inizio secolo è una specie di autodafé. L’imperativo vigente dell’adunata oceanica, ha reso impronunciabile il sostantivo poesia.Insospettabilmente fu Jean Jacques Rousseau, nume distante dal verso e dalla lirica a scrivere nella Nuova Eloisa: «Nulla è bello all’infuori di ciò che non è».

Chi oggi legge o scrive poesia assaggia dunque il frutto proibito, «mangia la mela» direbbero gli autori di Carosello.

 © Marco Conti, La giornata mondiale della poesia da Breviario di dissidenza, Mimesis Editore, 2017

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *