
Una vecchia leggenda indigena, così ci racconta Louise Penny in Il lupo nero, narra che un capo tribù avesse dentro di sé due spiriti in contrasto fra loro: un lupo grigio e un lupo nero. Il primo spingeva l’uomo a essere giusto e compassionevole, mentre il secondo lo spingeva alla vendetta, all’odio e a seminare terrore. Questa narrazione diventa il codice che spiega gli ultimi due romanzi della scrittrice canadese Penny, ovvero Il lupo grigio, pubblicato nel 2024, e Il lupo nero, uscito recentemente per Einaudi.
La vicenda
In questo ventesimo romanzo, l’ispettore Gamache, capo della Sûreté del Québec, e i suoi fidati vice si trovano ad affrontare un complotto politico che coinvolge Canada e Stati Uniti, intrecciando il giallo alla fantapolitica. La vicenda era iniziata nel volume precedente con l’omicidio di un biologo, Charles Langlois, che aveva un appuntamento con l’ispettore capo e che stava per rivelargli importanti segreti. Sventato l’attentato al sistema idrico canadese e arrestato colui che lo aveva progettato, il libro si concludeva con una frase poco rassicurante: «C’è un problema». La vicenda riparte dai dubbi di Gamache, che invece di archiviare il caso, mentre si trova in convalescenza nell’amato villaggio di Three Pines, continua a studiare i documenti in suo possesso. Man mano, nello scorrere delle pagine, prende forma un complotto ben più spaventoso, architettato dal lupo nero, che potrebbe non essere l’uomo processato e incarcerato nella prima parte della storia.
La grande menzogna
Gamache analizzando i vari elementi e le informazioni provenienti anche dal dark web comprende che «se vuoi cominciare una guerra, prima devi fabbricare una grande menzogna. E da lì un nemico comune». La grande menzogna si costruisce poco alla volta attraverso i post sui social media che condividono false notizie, immagini realizzate con l’IA, falsità di ogni genere. A poco a poco è possibile indirizzare la massa e le sue scelte verso la paura e verso ciò che è stato progettato, ovvero il controllo totale. «Se avesse funzionato, ora sarebbero stati nella fase di transizione, quel limbo tra il caos assoluto e il controllo totale. La Legge sulle misure di guerra sarebbe stata dichiarata e mantenuta per alcuni mesi; qualunque protesta repressa, i manifestanti isolati e raggruppati. I canadesi avrebbero perlopiù accettato quelle misure draconiane, anzi, le avrebbero accolte con sollievo considerandole un baluardo contro l’anarchia. Si sarebbero abituati a vivere in uno stato, essenzialmente, di polizia. Felici di barattare la libertà con la sicurezza. La storia aveva insegnato ai potenti che la gente reagiva sempre così, quando era spaventata. Il che rendeva la paura di un’aggressione un’arma di gran lunga più efficace di un’aggressione vera e propria. E meno confusionaria»
Corruzione e coraggio

Corruzione e coraggio possono essere considerati i temi cruciali di questo ultimo avvincente romanzo e si fronteggiano per più di 500 pagine. La corruzione non è solo identificata nelle tangenti intascate da alcuni potenti ma è una corruzione più morale: quella della sete del potere ad ogni costo. Questo desiderio è personificato in Marcus Lauzon, che è pronto «a stringere un cappio al collo» dei canadesi per aver un po’ di potere in più e per arrivare a prendersi tutto per sé: «Il potere – egli afferma –è per chi ha coraggio. Per quelli che, oltre a voler comandare, non hanno paura di farlo». Nel corso della storia, però, Louise Penny ci mostra come il vero coraggio sia quello di coloro che lottano per la verità e per la giustizia, per difendere ciò che è giusto, quello di coloro che alimentano il lupo grigio.
L’inverosimile reale
L’intrigo politico, intrecciato abilmente nel romanzo, immagina uno scenario di invasione americana del Canada o, meglio, di annessione del territorio agli Stati Uniti e Louise Penny nei ringraziamenti finali ammette: «Come ho detto nella prefazione, ho scritto questo libro un anno prima che il presidente degli Stati Uniti cominciasse a parlare di trasformare il Canada nel cinquantunesimo stato. Temevo che questo punto della storia risultasse inverosimile ma si è rivelato fin troppo credibile.»
Giancarla Savino
Louise Penny, Il lupo nero, Einaudi, 2025, pp. 560, 17,00 euro